Archive for July, 2008

Fabio Novel, il curatore di ‘Spie nel mirino’ ci anticipa il Segretissimo di Agosto. “… Segretissimo: Beirut gangwar, ventiseiesimo romanzo della saga del Professionista, firmata da Stephen Gunn (noto pseudonimo di Stefano Di Marino)…” Sulla scrittura di  Stefano di Marino mettiamo ciecamente la mano sul fuoco, sappiamo il valore e la qualità della Sua opera. L’unica raccomandazione che ci sentiamo di fare prima di leggere Beirut gangwar, è che con il caldo che fa, dovremo accendere l’aria condizionata o tenere il Segretissimo agostano in frigo per ‘raffreddarlo’ prima di iniziare la lettura! L’immagine che vedete, l’abbiamo semplicemente rubata da Thrillermagazine.it, speriamo che la nota rivista online non ce ne voglia male! Fa parte della nostra vocazione del resto, prelevare, come abbiamo detto nel nostro primo post, le notizie dove le troviamo, citando ovviamente la fonte, altrimenti non  sarebbe da professionisti. Evviva dunque il professionista, uno dei più grandi scrittori di azione che abbiamo in Italia, non se la prendano gli altri scrittori, ma Gunn è Gunn.

MINGORA, Pakistan (Reuters) - Pro-Taliban militants killed three army intelligence officers in an ambush in the northwestern Swat valley, officials said on Tuesday, delivering a serious blow to a peace accord signed in May to end violence.

The peace agreement with militants led by radical cleric Fazlullah brought a brief lull after months of violence in the valley, but militants have stepped up activity in recent weeks, accusing the government of failing to honor the accord.

The three officials, believed to be from an army intelligence agency, were returning to Mingora, the main town of Swat, when gunmen sprayed their vehicle with bullets late on Monday, killing them on the spot.

A spokesman for Fazlullah’s group accepted responsibility.

“We have killed them because people from the security agencies arrest our people and brutally torture them,” the spokesman, Muslim Khan, told Reuters.

The government officials confirmed the death of the three men, all of them from the army, but refused to say which security agency they belonged.

After the attack, security forces fired mortar bombs on the militants hideouts and also arrested six suspects in a search operation early on Tuesday.

Before the Islamist militants launched a campaign of violence last year, the alpine Swat valley in North West Frontier Province had been a top tourist destination.

Fazlullah’s faction was joined by militants from neighboring tribal areas bordering Afghanistan in a fight to enforce a Taliban-style Islamic rule in the valley.

The army began battling the militants in November, but the provincial government signed a peace pact with insurgents in May. Hopes that stability would return have been dashed by the recent surge in violence.

Also on Tuesday, militants torched a health office and exchanged fire with police in Matta, one of the militants’ stronghold.

The militant spokesman said their fighters would remain active unless troops were withdrawn from the valley.

(Reporting by Junaid Ali; Writing by Augustine Anthony; Editing by Simon Cameron-Moore and Alex Richardson)

Esce su Thrillermagazine.it, una pagina dedicata al libro di spionaggio/ avventura (come definirlo?) dello scrittore Berenson “La guerra fantasma”.   Il protagonista è l’agente della CIA John Wells. L’avventura dell’agente Cia si dipana da Washington all’Afghanistan. Per chi volesse saperne di più: http://www.thrillermagazine.it/notizie/6695/. Qui lo segnaliamo, basandoci sull’assunto iniziale da noi fornito nel nostro primo post augurale, ovvero che consideriamo una spy-story tale, quando il protagonista è un agente segreto. Anche se, sulla copertina del libro, come si può vedere è semplicemente scritto:<<Un grande thriller>>. Bah…  
Sono rientrato da Chicago. Sto catalogando il materiale da me raccolto per il nuovo romanzo.
Giornali, scontrini, foto, luoghi, notizie varie, facce. Anche se non mi metterò al lavoro su questo nuovo romanzo prima di aver completata la ccorrezione di quello ambientato a Barcellona.
Presto vado a Parigi per verificare delle location di un precedente romanzo già scritto, ma che finora, non ha trovato editore.

E’proprio vero che su internet c’è di tutto. Ho trovato questo sito, for istance: intelcenter, che non conoscevo e che mi ha affascinato e non può non interessare uno scrittore  o anche un giornalista a caccia di idee, di conferme e di curiosità. Praticamente si tratta di un sito di ‘resources’ sul mondo dell’Intelligence, con particolare focus, almeno a giudicare dalla prima pagina, su cosa fanno i terroristi in giro per il mondo e poi, informazioni di tutti i tipi che riguardano il mondo dell’intelligence. Molte delle informazioni sono disponibili a pagamento, altre no. Molte di queste informazioni sono solo per G-men, ovviamente! Personalmente, ho trovato il logo particolarmente intrigante. Sembra uscito da un romanzo. E’ proprio vero che a volte la realtà copia dalla finzione e viceversa?

WIA-IU

World’s Intelligence Agencies - Intel Update

The WIA-IU is a weekly email update from IntelCenter. It provides you with information on the latest developments concerning intelligence agencies around the world. The report covers operational issues, organizational developments, new initiatives, espionage trials, new technolgies and other related issues. It is disseminated via email every Monday morning. The complete WIA-IU archive is integrated into the IntelCenter Database (ICD). Individual subscriptions cost US$375 a year. Multi-user and enterprise discounts are available as well as intranet solutions. (Call for special state and local agency pricing.)

Ecco come è inziata la storia dell’FBI che a differenza della CIA, ha anche compiti di polizia federale. 

Un giorno di fine luglio del 1908 un ministro della Giustizia americano lontano parente di Napoleone, Charles Bonaparte, riunì 34 poliziotti e creò un nucleo sperimentale di investigatori federali, per tentare di frenare l’espansione del crimine organizzato.
Era l’inizio di una leggenda che ora compie 100 anni: il ‘Bureau of Investigation’, che con l’aggiunta successiva della parola ‘Federal’ divenne l’attuale Fbi. Sabato 26 luglio, il giorno dell’anniversario, una serie di cerimonie sono in programma a Washington per ricordare la storia di un’agenzia federale che dalla caccia ai gangster si è evoluta fino a diventare una polizia globale impegnata soprattutto nella lotta a terroristi come Osama bin Laden. Oltre 2.000 rappresentanti di forze di polizia di più di 100 paesi del mondo sono attesi nella capitale americana. Il direttore dell’Fbi Robert Mueller, affiancato da molti suoi predecessori, e il ministro della Giustizia Michael Mukasey daranno uno sguardo al passato e uno al futuro, per trarre un bilancio dei primi 100 anni e delineare le sfide dei prossimi decenni.

Il cuore delle celebrazioni, cominciate già da alcuni giorni con molteplici iniziative, è il gigantesco fortino blindato su Pennsylvania Avenue, tra il Capitol e la Casa Bianca, che ospita il quartier generale del Bureau. Un palazzo che porta il nome dell’uomo che ha incarnato l’Fbi stessa per 50 dei suoi 100 anni: l’ex direttore J.Edgar Hoover.

Fu sotto la guida di Hoover, dal 1924 fino alla sua morte nel 1972, che l’Fbi divenne la punta di diamante prima della lotta ai gangster e alla mafia, poi alle spie sovietiche e infine, negli ultimi anni, al terrorismo islamico. I ‘G-Men’ (Government Men) si trasformarono in simboli stessi della legge, con operazioni come la cattura del celebre gangster John Dillinger: un evento ora ricordato anche nei musei di Washington che ospitano mostre commemorative per il centenario del Bureau.

Non sono mancate però, nella storia dell’Fbi, pagine nere come la scoperta delle attività di spionaggio sui leader dei diritti civili o i pacifisti negli anni ‘60 e ‘70. O come la recente scoperta, nel 2001, di una ‘talpà che per decenni aveva lavorato prima per i sovietici e poi per i russi, l’agente speciale Robert Hanssen.Dal primo nucleo di agenti scelto dal ministro Bonaparte, l’Fbi è cresciuta fino a diventare un’agenzia con oltre 30.000 dipendenti, di cui 12.000 agenti speciali, distribuiti in 56 uffici negli Usa e 62 paesi nel mondo.

L’ultima impresa degli “spioni” più famosi del mondo riguarda Anne Hathaway. L’Fbi ha, infatti, sequestrato i diari intimi della venticinquenne attrice americana ex fidanzata del finanziere italiano Raffaello Follieri, in carcere da oltre un mese a New York con l’accusa di frode e riciclaggio.

Lo scrive il tabloid newyorchese The Daily News, secondo cui l’attrice de Il Diavolo veste Prada, su richiesta dell’Fbi (e probabilmente in cambio della garanzia di impunità), avrebbe chiesto a Follieri, 30 anni, che si trovava in Europa, di tornare appena possibile negli Usa, per risolvere una questione personale. Al suo arrivo negli Usa, Follieri è stato arrestato e il giudice si è detto pronto a concedergli gli arresti domiciliari in cambio di una super-cauzione di 21 milioni di dollari.

Il finanziere, accusato di avere millantato legami con il Vaticano, rischierebbe fino a 9 anni di carcere, secondo la stampa Usa, e non è finora riuscito a raccogliere la supercauzione richiesta.

Follieri è accusato di avere speso per sè (e per la Hathaway) milioni di dollari per mantenere il suo lussuoso livello di vita a New York, invece di investire la somma nel restauro di una serie di proprietà dismesse dalla Chiesa Cattolica, da rivendere poi sul mercato riversando parte dei proventi in beneficenza. Secondo il tabloid, i ‘Feds’ (come vengono chiamati gli agenti dell’Fbi negli Usa) hanno sequestrato i diari dell’ attrice nell’appartamento che il giovane finanziere affittava nella Trump Tower, per 37.500 dollari al mese. Sono state sequestrate anche foto di Follieri con Bill e Hillary Clinton, l’ex coppia presidenziale Usa; papa Giovanni Paolo II; John McCain, il candidato del partito repubblicano alla Casa Bianca, e la moglie Cindy.

Le fonti citate dal Daily News confermano che l’attrice non ha più avuto nessun contatto con Follieri, che le avrebbe appena restituito un quadro del valore di 25mila dollari. La Hathaway avrebbe addirittura cambiato i numeri dei suoi cellulari.

Altre fonti, sempre citate dallo stesso quotidiano, spiegano che il giovane finanziere pugliese non sta bene dopo un mese di carcere. «Sostiene che in molti stanno approfittando di lui, è una persona distrutta», hanno detto al tabloid.

Ovviamente, essendo a Chicago, non ho potuto esimermi dal farmi fare una foto davanti al’edificio in cui c’è l’ufficio di Barack Obama, un centro di arruolamento dell’esercito e si sa, ma forse non si può dire, una sede della Cia. Ovviamente è stato impossibile fotografare il palazzo nella sua interezza, essendo un grattacielo in mezzo ad altri grattacieli.

UK and US saw through Karadzic disguise

By Neil MacDonald in Belgrade

Published: July 22 2008 19:26 | Last updated: July 22 2008 21:15

 

US and British intelligence helped to trap Radovan Karadzic, the wartime leader of the Bosnian Serbs, in spite of his adoption of an elaborate disguise involving a huge beard, heavy glasses and a job as an alternative medicine practitioner.

Officials in Belgrade said Serbian intelligence services received a tip-off from a foreign agency several weeks before Mr Karadzic’s arrest on Monday night. Serbian security officials waited until this week to seize him, days after Boris Tadic, the pro-west president, put his own man in charge of the main intelligence agency.

According to western intelligence insiders, US and British agencies co-operated closely using both signals and human intelligence to track down Mr Karadzic.

One told the Financial Times: “The real coup of what has happened is a political one. There were many occasions when we were just about moving in and then found he’d just get away. He seemed to be protected by people in high places. Maybe not so much now.”

The wartime leader – on the run since 1995 – had disguised himself as a therapist. Calling himself Dragan Dabic, he gave a recent lecture on “How to nurture your own internal energy”.

The arrest was welcomed on Tuesday by EU leaders. The capture and extradition of fugitive Serb suspects has been the main obstacle to EU accession talks.

Mr Karadzic and Ratko Mladic, the former Bosnian Serb army commander who is still at large, are allegedly responsible for the Srebrenica massacre. Mr Karadzic remained silent during an interview on Monday night with an investigative judge, who ordered his extradition to the UN tribunal in The Hague.

Additional reporting by Jimmy Burns

…Fu un caso emblematico di spionaggio durante il periodo della ‘Caccia alle streghe’ di McCarthy. Ricordiamo che in US esiste la pena di morte per casi di spionaggio. Per quanto riguarda i Rosemberg, chissà, magari salta fuori qualche novità riguardo la loro colpevolezza? Altrimenti perché un testimone segeto dopo cinquant’anni? Evviva…

Kept under wraps for decades, secret testimony on Rosenberg case set for release

By TOM HAYS, Associated Press Writer
6:47 PM PDT, July 22, 2008
NEW YORK (AP) _ A judge signaled Tuesday that he would order the release in coming months of much of the secret testimony in the notorious espionage case against Julius and Ethel Rosenberg.

But U.S. District Judge Alvin K. Hellerstein said he would make an exception for a pivotal witness whose questionable testimony helped send Ethel Rosenberg to the electric chair: her 86-year-old brother.

The decision on the brother, David Greenglass, came at a Manhattan hearing at which leading historical groups argued that the biggest spy case of the Cold War era was important enough to qualify for a rare exception to secrecy rules protecting grand jury testimony.

Prosecutors had already consented to the unsealing of transcripts for 36 of the 46 grand jury witnesses’ testimonies that were requested by historians. Since the 36 witnesses are dead or gave permission for the disclosure, the judge didn’t bother to address those transcripts Tuesday and was expected to formalize their release Wednesday in a written order.

But in the case of three living witnesses who objected — Greenglass and two lesser figures — the judge said he agreed with the government’s stance that their privacy “overrides the public’s need to know.” He cited letters to the court from an attorney for Greenglass claiming the case still haunts his family.

Greenglass and his wife, Ruth Greenglass, after confessing to being part of a scheme to smuggle atomic secrets to the Soviets, agreed to testify against the Rosenbergs. During the 1951 trial, the couple linked Ethel Rosenberg to the plot by saying they saw her transcribing the stolen research data on a portable typewriter in her New York apartment.

By cooperating, David Greenglass, a wartime machinist in Los Alamos, N.M., was spared a possible death sentence and served 10 years in prison. Ruth Greenglass, who died this year, was never charged.

The Rosenbergs were executed in 1953. Since then, decoded Soviet cables have appeared to confirm that Julius Rosenberg was a spy, but doubts have remained about Ethel Rosenberg’s involvement.

Georgetown University law professor David Vladeck, who represented the historical groups, argued Tuesday that David Greenglass forfeited his right to keep his testimony secret by “thrusting himself” into the limelight with media interviews in recent years. In the interviews, Greenglass said that he made up the trial account about the typewriter to protect his wife and that she may have improvised the tale to appease prosecutors.

“If indeed the government was a party to that, then the public needs to know,” Vladeck said.

The judge responded that despite any faults Greenglass might have, “does that cause me to release grand jury testimony?”

Afterward, Vladeck still called the judge’s position on the other witnesses “very good news.” He predicted the transcripts would be made public in the fall.

The judge reserved decision regarding the testimony of seven missing Rosenberg witnesses pending further efforts to confirm that they are either dead or will never be located.

Among those seeking release of the material were the National Security Archive based at George Washington University in Washington, D.C., the American Historical Association, the American Society for Legal History, the Organization of American Historians and the Society of American Archivists.

Per chi fosse interessato ai doveri di copyright, abbiamo riportato la versione di repubblica.it, ci sembrava quella più completa. Per quanto riguarda l’argomento, diciamo subito che se non ci fossero di mezzo le nazionalità e l’economia, uno potrebbe pensare semplicemente a un semplice furto, ma sembra non essere così, visto i precedenti storici e il metodo. Certo che questi britannici sembrano veramente distratti, per non dire peggio. Ma dov’è finita la famosa efficienza britannica? Sottolineiamo anche che, malgrado la modernità e il progresso, i cinesi hanno usato una delle armi più vecchie del mondo. Questo dovrebbe far riflettere i seguaci di ‘Echelon’.

Stretto collaboratore del premier Brown sedotto da una ragazza a Shanghai. Al risveglio scomparsi la donna e un blackberry con numeri e messaggi ‘top secret’

Palmare sparito dopo notte di sesso

Sospetti di Londra sugli 007 cinesi

Palmare sparito dopo notte di sesso Sospetti di Londra sugli 007 cinesi
LONDRA - Il risveglio è stato meno piacevole della notte d’amore. Sparito il palmare, sparita la ragazza cinese conosciuta poche ore prima. Con un sospetto che inquieta: che quella architettata ai danni di uno stretto collaboratore inglese del premier Gordon Brown, possa essere una “trappola sessuale” architettata dall’intelligence cinese. Un modo, insomma, per rubare informazioni riservate utilizzando il fascino femminile.

Il fatto risale allo scorso gennaio ma, la notizia è stata pubblicata solo oggi dal ‘Sunday Times’. Ecco i fatti. Brown va in Cina per una visita ufficiale di due giorni. Il suo collaboratore, di cui non si conosce il nome, lo accompagna. In tasca ha un blackberry, protetto da una password, pieno di numero telefonici riservati e di messaggi ‘top secret’.

Ed ecco che entra in scena un’attraente ragazza cinese che seduce il funzionario in discoteca. Due ore di discorsi e bevute. Davanti alle avances, l’uomo cede e sale in camera. Al risveglio della ragazza non c’è traccia.

Solo a quel punto il funzionario inglese si accorge della sparizione del palmare e segnala la cosa agli agenti dello ‘Special Branch Protection Team’, la squadra addetta alla protezione del primo ministro. Per lui ci sono “rimproveri informali”. Ma, secondo gli esperti, il danno è grave. Il palmare potrebbe permettere a un servizio di intelligence di penetrare nel server di Downing Street e quindi potenzialmente di avere accesso a tutta la posta elettronica che vi transita.

La perdita del blackberry si inserisce, infatti, in una lunga serie di simili incidenti. In particolare ieri si è parlato di 658 computer portatili del ministero della difesa britannico rubati e di altri 89 perduti dal 2004. Nel 2008 inoltre sono state perdute varie pennette per computer appartenenti a funzionari governativi, alcune contenenti dati definiti segreti.

Da tempo i servizi di sua Maestà sono convinti che la Cina abbia messo in piedi un grosso piano di spionaggio ai danni del Regno Unito. Magari utilizzando attraenti ragazze. Quelle ‘trappole sessuali’ che, negli anni della Guerra fredda, erano usate dal Kgb, il servizio segreto sovietico, per incastrare stranieri e spingerli a lavorare per l’Urss.

Lo scorso maggio, invece, Maxime Bernier, ministro degli Esteri del Canada, si era dimenticato su un divano a casa della sua amante documenti top secret riguardanti il vertice Nato svoltosi a Bucarest. Per lui sono scattate inevitabili le dimissioni.