Perché Iospia?

Iospia nasce perché in quasi tutte le riviste dedicate ai cosidetti generi, le storie di spionaggio sono confuse (a torto o a ragione) con i thriller/noir/gialli. È vero che un romanzo di spionaggio deve essere anche un buon giallo/noir/thriller, ma noi poniamo questa definizione basica, elementare: consideriamo un romanzo, di 'spionaggio' tale, quando i protagonisti dello stesso, sono spie, agenti segreti. Questo è il primo criterio da noi scelto per definire un romanzo o una pellicola 'di spionaggio'. Ce ne sono altri? Fatecelo sapere. In Iospia parleremo di romanzi, di libri, di storia dello spionaggio, di spionaggio, di siti sullo spionaggio, di quello che pubblicano i giornali sullo spionaggio. Prenderemo le nostre notizie da internet o da altri giornali, citando la fonte.

La Russa: «I soldati italiani combattono da un anno: Prodi e i giornali zitti>>

Filed under Uncategorized by Trevis on 01-07-2008

Ho letto in un libro della terza media (della scuola italiana), che secondo ‘Reporters sans frontiers’ in Italia non c’è libertà di stampa. Ciò è dimostrabile dal fatto che quasi tutti i giornali prendono soldi dallo stato, ovviamente nessuno dà i soldi in cambio di nulla, né governo né imprenditore, neanche io lo farei. Ciò dimostra che quando i giornalisti scioperano per la libertà di stampa, in realtà sanno benissimo che tutto ciò che scrivono passa attraverso un padrone che decide cosa pubblicare o no, qundi non dovrebbero scioperare. Questo articolo, è una piccola dimostrazione di ciò. Ma chi decide e chi controlla tutto? Che centrino i Servizi segreti? Chissà. Da un punto di vista logico, critico, tutto ciò è molto inquietante e anche ipocrita.  Ma purtroppo non credo ciò importi a nessuno.

«L’avrei fatto anch’io al loro posto. Grazie a Dio non abbiamo subito lutti e sofferenze»


KABUL
- I soldati italiani sono coinvolti già da un anno in combattimenti contro i talebani nella zona di Farah, ma né i giornali né il governo Prodi l’hanno reso noto. La rivelazione è del ministro della Difesa Ignazio La Russa, in visita in Afghanistan, a margine dell’annunciato dell’incremento delle forze italiane nell’area di Farah.

ZITTI - «I nostri militari combattono da un anno, ma sui giornali italiani non se ne parlava», ha detto il ministro a Kabul dopo aver visitato Herat e Farah. «Il governo Prodi ha tenuto giustamente questa informazione riservata. Lo avrei fatto anch’io al suo posto. Ora però possiamo confermare che i nostri militari hanno partecipato ad azioni anche di combattimento, hanno salvato vite umane di militari appartenenti ad altri contingenti e neutralizzato attentati. Si tratta di compiti pericolosi e ringrazio Dio che non abbiamo subito lutti e sofferenze», ha aggiunto La Russa.

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