Dal Corriere.it: la spia che sedusse Seul
Filed under Uncategorized by Trevis on 16-10-2008
Il nome intero di Won è Won Jeong-hwa, 35…(a proposito, la foto è della Reuters, noi lo diciamo, il Corriere non ci pare lo citi)
SEGRETI IN CAMBIO DI SESSO. NORDCOREANA CONDANNATA A 5 ANNI
Afrodisiaci e aghi avvelenati
La spia che sedusse Seul
Won si portava a letto gli ufficiali per carpire informazioni. Tradita dai suoi elogi Al regime comunista
WASHINGTON — Won si portava a letto gli ufficiali e poi si faceva raccontare i segreti militari. Won teneva lezioni sul comunismo ai soldati e poi carpiva loro informazioni riservate. Won girava per le caserme della Corea del Sud e scattava foto. Se necessario era anche pronta ad uccidere, usando un ago avvelenato datole dai suoi superiori del Nord. Raccontano che, una volta, abbia provato ad eliminare un colonnello sudcoreano. Originale il sistema usato: un afrodisiaco contaminato con una sostanza letale. La lunga serie di reati ha portato ad una severa condanna per Won. Cinque anni di galera comminati da un tribunale di Seul. Una sentenza tutto sommato lieve viste le accuse, ma che per il suo avvocato è comunque troppo «dura».
La storia della spia ha appassionato i coreani. Non poteva essere diversamente, visti i dettagli. Won Jeong Wa è nata 35 anni fa nella Corea del Nord, dove cerca di arrangiarsi come molti dei suoi sfortunati connazionali. La vita è dura, c’è fame nera, il regime è tutto. Sembra che Won sia coinvolta in furti di zinco ed è allora costretta a scappare in Cina. Inaspettatamente torna in patria nel ‘97 o ‘98 e viene arruolata dai servizi segreti. La prima missione — affermano a Seul — è quella di localizzare gli esuli nordcoreani nascosti nel territorio cinese.
La sua esistenza conosce una seconda svolta quando, durante il soggiorno, conosce un imprenditore sudcoreano. Lo sposa, rimane incinta. All’inizio pensa ad un aborto, ma i suoi capi le dicono: «Aspetta, il figlio potrà tornare utile». E’ quello che avviene nel 2001. La donna raggiunge il Sud, si presenta come transfuga e chiede di riunirsi con il marito. Prima di essere accolta deve superare il debriefing degli 007 locali, vogliono capire chi è veramente. E Won li mette nel sacco così bene che diventa uno strumento nella guerra di propaganda. La spia ha il compito di tenere conferenze agli ufficiali. Tema: il comunismo e il Nord. Ne presiede 52, ma è solo dopo la lezione numero 33 che l’intelligence del Sud si interessa a Won perché, sembra, si è lasciata andare a qualche elogio di troppo verso il Nord. Toni che poco importano ad alcuni dei suoi «studenti».
Ufficiali che una volta usciti dall’aula la seguono fin sotto le coperte. L’obiettivo di Won sono i segreti militari, l’arma per ghermirli è il sesso. E’ così sicura di se stessa che in qualche occasione non nasconde quali siano i veri interessi. E gli amanti l’assecondano. Ma la sua sfrontatezza le costa cara. Un capitano, insospettito dalle domande di Won, avverte il controspionaggio già in allarme. Gli agenti scoprono che si reca spesso in Cina, il suo vecchio rifugio. Viaggi che servono per incontrare un altro 007 che le consegna denaro — circa 60 mila dollari — e aghi avvelenati. A Seul ritengono che la donna avesse come bersaglio principale Hwang Jang yop, il più importante transfuga del Nord, uno dei 14 mila passati dall’altra parte. Doveva aggirare la sorveglianza, quindi passare all’azione.
Tenendola d’occhio gli 007 sudcoreani sono attirati da quello che lei presenta come suo patrigno: Kim. E’ arrivato nel 2006 proveniente dalla Cambogia, probabilmente è il complice che deve aiutarla. Il trucco di «papà e figlia» è spesso usato dalle spie del Nord, funziona bene. Il padre naturale di Won — altra sorpresa — è invece morto negli anni ‘70 mentre tentava di infiltrarsi nel Sud. Durante le indagini saltano fuori fotografie, indirizzi, biglietti da visita, lettere di ufficiali del Sud. Tasselli che permettono al controspionaggio di contare le probabili vittime delle trappole d’amore: 23. Mica uno. Won si è riconosciuta colpevole aggiungendo però che una volta al Sud ha iniziato ad avere dei dubbi. Il suo unico desiderio è quello di poter vivere con la figlia. Quelli del Sud le hanno risposto con il verdetto di condanna. Qualche transfuga ha mostrato comprensione sostenendo che forse non era così pericolosa. Velenosi i suoi superiori del Nord. Won, per loro, «è avida e vanitosa. Peggio, un rifiuto della società».